La manioca

manioca

La radice dei Maya

La manioca è una pianta appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae, coltivata nelle zone tropicali dell’America centro-meridionale. Viene chiamata anche “cassava” o “yucca”, ed è caratterizzata da una radice a tubero, da una superfice ruvida marrone ed una polpa biancastra, che a contatto con l’aria assume colorazioni rossastre a causa dei processi di ossidazione.

La manioca veniva già largamente utilizzata in antichità in Sud America, Perù e Messico, e, come testimoniano diversi reperti artistici, rappresentava uno degli alimenti principali della popolazione Maya. Dopo l’arrivo degli europei nelle Americhe, i portoghesi furono i primi ad esportarla e ad introdurla nelle piantagioni africane, dove tutt’oggi viene coltivata in grandi quantità.

Esistono 2 tipologie di rizoma, una dal sapore amaro, l’altra invece più dolce.

Sono ricche di amido, hanno un basso contenuto proteico, e possono essere assunte dai celiaci perché prive di glutine.

Tra i benefici più importanti attribuibili alla yucca si ritrovano quelli qui di seguito riportati.

  • Ha proprietà antisettiche ed antinfiammatorie.
  • Ha potere diuretico.
  • È un alimento energetico, completo e salutare, data l’elevata percentuale di carboidrati, vitamine e sali minerali.
  • Grazie all’elevato contenuto di potassio, aiuta a regolare i fluidi corporei ed a controllare la pressione sanguigna.
  • La buona quantità di vitamina C conferisce alla manioca proprietà antiossidanti rendendola capace di contrastare l’attività dei radicali liberi e di rafforzare il sistema immunitario.
  • Ha un alto tasso di vitamina K, che può contribuire a combattere l’osteoporosi e patologie neurologiche come il morbo di Alzheimer.
  • Si digerisce molto bene tanto che il suo consumo contribuisce a risolvere disturbi digestivi, come l’acidità, la colite o la gastrite nervosa.

UTILIZZI IN CUCINA

La manioca, avendo un sapore neutro ed un retrogusto leggermente piccante, viene utilizzata in ogni tipo di cucina, in maniera particolare nei paesi del Sud America e dell’Africa settentrionale.

Il tubero si presta bene per essere bollito, cotto al forno o fritto ma non per essere consumato crudo; lo si può utilizzare d’accompagnamento a carne e pesce oppure per realizzare delle gustose creme e vellutate. Il brodo di cottura spesso è utile per addensare pappe per i bambini o minestre di verdure.

Dal tubero essiccato si ricava la tapioca, detta anche farina di manioca, che può essere usata da sola o mescolata a farine di cereali per preparare dolci e prodotti da forno: tra questi ad esempio sono noti il “farofa”, pane indios tipico dei paesi Sud Americani, il “casabe” cubano, un ottimo panino che si consuma in accompagnamento a salse o ripieni di carne, l’ “inhame”, piatto assunto nelle colazioni tipiche del nord del Brasile dove la manioca viene consumata tiepida con l’aggiunta di un piccolo quantitativo di burro, ed infine la cassava cake, un dolce da fine pasto a base di tapioca e formaggio.

Dalla polpa della radice di manioca, schiacciata e fatta fermentare, si possono ottenere delle gustose bevande alcoliche, mentre In Tailandia o negli Stati Uniti si può trovare nei supermercati il “bubble tea”, una bevanda a base di tè con aggiunta di frutta, latte e sfere di manioca.

                                                                            Redatto da Progeo s.r.l.

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